It is currently Wed 23/Aug/2017 20:36


Post a new topicPost a reply Page 2 of 3   [ 51 posts ]
Go to page Previous  1, 2, 3  Next
Author Message
 Post subject:
PostPosted: Sat 30/Oct/2010 13:58 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
Che L'Etiopia sia la nuova Gerusalemme mi va benissimo, ma questo non significa che gli altri popoli si sono volontariamente assoggettatiall'Impero.
Stavo semplicemente portando l'esempio dei Profeti per risponderti e, appunto, proprio perchè Regno del Messia l'Impero non sarebbe dovuto cadere l'Impero sarebbe dovuto essere ancora la forma politica dell'Etiopia stessa ('un Regno che non ha fine' non sembra affatto indicare che nell'instaurazione Millenaria detto Regno venga rovesciato) non volevo minimamente parlare del moderno stato d'Israele che è nato sull'oppressione dei Palestinesi e nessun Messia ha fondato.
Quindi questo argomento non aggiunge nulla, è sempre lo stesso punto.

Sulla Seconda Guerra Mondiale, nessuno mette in dubbio il grande impegno profuso dall'Etiopia, ma qualsiasi storico direbbe che le Potenze principali che hanno sconfitto il nazifascismo sono state Unione Sovietica, Stati Uniti e Inghilterra; non è stato il Re a sconfiggere il nazifascismo, è stato anche il Re.

Mi pare che stiamo un po' girando a vuoto, visto che i punti sono già stati trattati e queste sono discussioni laterali al cuore del problema; inviterei a rileggere l'intero dibattito per capirlo.

Modifico il mio commento aggiungendo un punto per chiarire.
A me sembra che ci siano due metodi diversi: quello dell'adesione per Fede e quello esegetico interno.
Conosco anche le vicende dell'Arca, ma quello che io ho chiesto è se vi siano riferimenti scritturali all'Occultamento ovvero alla caduta dell'Impero durante il Millennio.
Questi non ci sono.
Ras Negus aggiunge giustamente che una religione legge le sue Scritture in base alla Tradizione.
Sarebbe da vedere ed esaminare se la Cristianità Ortodossa Etiope nella sua storia abbia mai desunto dall'Apocalisse una caduta del futuro Regno del Cristo durante il Millennio anche se a pelle ne dubito.
Così fosse staremmo nella Tradizione, così non fosse sarebbe un'esclusiva elaborazione (ex laboro) dei Rastafariani, ma in entrambi i casi saremmo nella dommatica al di là dell'analisi esegetica.
E la mia domanda verteva essenzialmente sul punto del passo scritturale.
Che poi si parta da un Atto di Fede (inscritto o meno che sia nella Tradizione Etiope) per arrivare a concepire l'occultamento e la caduta imperiale per me resta sempre legittimo, ma esula dalla domanda stessa e rischia di rendere antipatico il confronto.

Shalom


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sun 31/Oct/2010 12:01 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Batrakos wrote:
Stavo semplicemente portando l'esempio dei Profeti per risponderti e, appunto, proprio perchè Regno del Messia l'Impero non sarebbe dovuto cadere l'Impero sarebbe dovuto essere ancora la forma politica dell'Etiopia stessa ('un Regno che non ha fine' non sembra affatto indicare che nell'instaurazione Millenaria detto Regno venga rovesciato) non volevo minimamente parlare del moderno stato d'Israele che è nato sull'oppressione dei Palestinesi e nessun Messia ha fondato.
Quindi questo argomento non aggiunge nulla, è sempre lo stesso punto.Shalom


No, se leggi bene noterai che ti ho spiegato il passo delle Genesi dove Giacobbe profetizza riguardo Judah, che "lo scettro sarà tolto" quando verrà il Messia Re. Ti spiegai come concilare la concezione del Millennio con quella dello scettro rimosso, e cioè che il Regno, universalizzandosi, presuppone l'occultamento e "lo scettro tolto". Non c'è altro modo per spiegare la profezia messianica di Giacobbe riguardo Judah senza dover contraddire la visione apocalittica del Regno Messianico. Senza l'occultamento e senza l'estensione del Regno al mondo dovresti protendere o per una concezione del Millennio senza occultamento o per la distruzione del Regno, intesa come fine e fallimento (entrambe teorie eterodosse e inaccettabili, te le ho ipotizzate solo per asurdo).
In definitiva poi ti ripeto che comunque Haile Selassie I è visibilissimo, in foto video e apparizioni.



Batrakos wrote:
Sulla Seconda Guerra Mondiale, nessuno mette in dubbio il grande impegno profuso dall'Etiopia, ma qualsiasi storico direbbe che le Potenze principali che hanno sconfitto il nazifascismo sono state Unione Sovietica, Stati Uniti e Inghilterra; non è stato il Re a sconfiggere il nazifascismo, è stato anche il Re.


Non è vero. L'Etiopia è il primo paese ad aver subito l'attacco nazifascista, il primo a sconfiggerlo. HIM è stato il primo a profetizzare circa il fascismo, il primo a combatterlo e il primo a sconfiggerlo. Ti ripeto, lascia perdere gli storici eurocentrici, senza RastafarI gli italiani sarebbero ancora schiavi e noi morti. Se l'occidente non avesse preso in considerazione quanto accaduto in Etiopia allora il nazismo avrebbe veramente potuto ingannare il mondo intero.

Batrakos wrote:
Mi pare che stiamo un po' girando a vuoto, visto che i punti sono già stati trattati e queste sono discussioni laterali al cuore del problema; inviterei a rileggere l'intero dibattito per capirlo.


Non devi invitarmi a rileggere i posts, perchè non devo comprendere nulla che già non sappia e che già non abbia letto nelle tue risposte precedenti. Tu piuttosto dovresti comprendere quanto spiegato riguardo lo scettro di Judah rimosso durante il Regno di mille anni.

Ancora una volta vengo a dirti che la Bibbia non è un'enciclopedia e la Parola di Dio non è scienza empirica, quindi se tutto dimostra che l'Etiopia sia Sion, custode dell'Arca, se la Bibbia esprime palesemente che in Sion si manifesta Dio e se è chiaro chi è RasTafarI, non c'è motivo legittimo per dubitare solo nel momento in cui non ci si spiega una cosa. Non devo nemmeno essere io a spiegare tutto (nonostante l'abbia già fatto) perchè la Bibbia non è un trattato di filosofia da scomporre e anzalizzare. Non tutto può essere compreso, non puoi capire tutto perchè sei una creatura limitata.
Solo una cosa puoi fare: avere il coraggio e la maturità di riconoscere Dio in ciò che puoi comprendere senza metterLo in discussione a causa di ciò che non puoi comprendere, perchè ciò che non puoi comprendere dipende da un tuo limite e non da un limite di Dio. Chi ricerca deve sapere che il limite e l'ostacolo alla ricerca dipende dallo stesso metodo utilizzato (razionale) e lo stesso strumento (ragione).
La scienza e la filosofia negano ciò che non comprendono perchè credono che la ragione sia il metro di giudizio di tutto. Se non si può provare qualcosa o se un solo punto non è verificabile allora empiricamente quella non è verità, anche se per altri 100 punti è chiarissimo che quella teoria è vera. Invece la fede ti insegna che siamo noi a non poter dimostrare qualcosa di vero ("mistero di fede") e siamo noi a non comprendere l'impenetrabilità di Dio. La spiritualità si basa sulla fede, ma anche sulla ragione; cioè si può argomentare e comprendere razionalemente sulle realtà divine; ciononostante questo non deve farci ritenere nullo un mistero del quale non possiamo comprendere tutte le implicazioni, reale per fede e verificabile per altri punti razionali. Infatti noi sappiamo che la ragione è creata, quindi limitata come ogni altra cosa, e ciò che è creato non può comprendere nemmeno tutte le verità della creazione e delle creature, figuriamoci del Creatore.


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sun 31/Oct/2010 16:27 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
Ras Negus,

che l'Etiopia sia stato il primo Paese invaso e il primo a scacciare il fascismo (e comunque fu la Gideon Force a farlo con il contributo enorme degli inglesi) non prova affatto che fu la vincitrice del fascismo.
Faccio presente che, solo in Italia, gente come Matteotti, Gobetti, Gramsci avevano perfettamente analizzato la dinamica fascista indipendentemente da Selassie.

Per il resto...continui a dirmi della profezia di Jacohov Israel sullo scettro di Jeudah ma quando un Regno cade politicamente cade anche lo scettro.
Certo se si parte per dover conciliare le cose quella è sì l'unica via.

Vedere una persona e vedere sue foto o suoi video è cosa diversissima. Nella foto vedi l'immagine della persona, non la persona non credo ci sia bisogno di dilungarsi.

Sulla ragione...Dio ci ha fatto con la ragione proprio per discernere, attraverso le evidenze la causalità e i sillogismi...che poi si voglia ragionevolmente compiere un Atto di Fede a me sta benissimo, ma con la domanda da me posta non c'entra proprio niente.

Ma, visto che sono cose che entrambi abbiamo detto, torna l'invito a leggere tutti i commenti, non te la prendere ma stai uscendo dal seminato della domanda, per quello lo dico.

Shalom


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sun 31/Oct/2010 16:40 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Batrakos wrote:
Sulla ragione...Dio ci ha fatto con la ragione proprio per discernere, attraverso le evidenze la causalità e i sillogismi...che poi si voglia ragionevolmente compiere un Atto di Fede a me sta benissimo, ma con la domanda da me posta non c'entra proprio niente.


Appunto Dio ci ha creato con la ragione. Quindi sì, la ragione è strumento per discernere, ma non significa che può discernere tutto, perchè appunto creata, creatura, umana. Anche l'occhio è creato per vedere, ma non può vedere tutto, eppure esistono veramente le cose che lui non vede (anima, spirito, eventi al di la della vista). Quindi cerca di capire come si impossibile comprendere tutte le Ragioni di Dio con una ragione umana. Per lo stesso motivo non si può comprendere tutto sulla Bibbia, ma Dio ci assicura di comprendere ciò che basta a capire, comprendere, vedere, sapere e avere fede che Haile Selassie I è il Re Messia, che l'Etiopia è Tsion e che da Zion il Regno si è esteso al mondo, poichè Dio si è occultato.

Genesi 49 [10]"Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà Colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli."

Solo a Dio appartiene lo scettro, il globo, e quando infatti Sua Maestà lo ottiene, quando lo scettro regale ritorna a Dio, questo stesso scettro può essere finalmente rimosso, come è stato.
La regalità è di Dio, il globo in mano caratteristico dei Regnanti d'Etiopia è prefigurazione consaevole del Cristo Re. Sua Maestà non fa altro che riprendersi ciò che gli appaertiene, cioè il Regno, infine chiude la successione davidica che custodiva tale Trono in vista del Messia. Ergo Egli è il Messia.

Image

_________________
www.rastafari-regna.com
www.jah-rastafari.com
www.rastafarionline.com
www.rastaites.com/
http://www.abbayesehaq.com/
http://www.exodus.freetools.it/


Last edited by rasnegus on Sun 31/Oct/2010 19:49, edited 2 times in total.

Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sun 31/Oct/2010 16:43 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Batrakos wrote:
Ma, visto che sono cose che entrambi abbiamo detto, torna l'invito a leggere tutti i commenti, non te la prendere ma stai uscendo dal seminato della domanda, per quello lo dico.


Questa non è una disputa filosofica, perchè non si parla di cose pagane ma di cose sacre e perchè io e te non abbiamo una ragione che possa essere più grande delle cose di cui le nostre menti vogliono parlare da poterle comprendere tutte, quindi non devo dimostrare ma spiegare ciò che è possibile comprendere.

_________________
www.rastafari-regna.com
www.jah-rastafari.com
www.rastafarionline.com
www.rastaites.com/
http://www.abbayesehaq.com/
http://www.exodus.freetools.it/


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sun 31/Oct/2010 20:50 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
Ras Negus,

torno a ripetere che, caduto l'Impero -attraverso tra l'altro uno spargimento di sangue terribile del popolo non attraverso un processo indolore di continuità-, è quantomeno dubitabile sostenere che lo scettro sia tornato a Dio, soprattutto in riferimento all'Apocalisse già analizzata e di cui si sono portati i passi, e farei presente che non si tratta, parlando di Occultamento e crollo dell'Impero terreno a Millennio in corso, di un cavillo o di un punto marginale, ma di una questione centrale e fondante e che non consegue con Ap 19 e 20, anzi sembra abbastanza lontana da quanto scive Giovanni.

Ma, essendo il sottoscritto limitato come ogni uomo, non credo certo di avere la Ragione, tantomeno in senso Assoluto.

Anyway: la mia domanda verteva sul riferimento scritturale, tu hai espresso le ragioni della tua Fede ('Siate sempre pronti a rendere ragione della vostra Fede' e lo hai fatto) e credo che ci sia ben poco altro da dire se non ringraziare te e tutti della pazienza e dell'impegno.

Buona serata, shalom.


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Wed 03/Nov/2010 20:31 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Batrakos wrote:
Ras Negus,

torno a ripetere che, caduto l'Impero -attraverso tra l'altro uno spargimento di sangue terribile del popolo non attraverso un processo indolore di continuità-, è quantomeno dubitabile sostenere che lo scettro sia tornato a Dio, soprattutto in riferimento all'Apocalisse già analizzata e di cui si sono portati i passi, e farei presente che non si tratta, parlando di Occultamento e crollo dell'Impero terreno a Millennio in corso, di un cavillo o di un punto marginale, ma di una questione centrale e fondante e che non consegue con Ap 19 e 20, anzi sembra abbastanza lontana da quanto scive Giovanni..




Non ti ho risposto subito perchè questi giorni ho celebrato l'Incoronazione di Dio sul Suo Trono in Zion. Allora ti ripeto per l'ennesima volta che con l'occultamento lo scettro non ritorna a Dio ma VIENE TOLTO DA JUDAH, dal seggio d'Etiopia, perchè così doveva accadere. Cioè, non è un controsenso che il Messia permetta che il Suo scettro venga tolto per la prima volta nella storia, ma è anzi QUESTA LA PROVA che siamo dinanzi al Messia. Non è motivo di imbarazzo giustificare la caduta dello scettro, ma è anzi la prova DEL 9 CHE DIO HA INSTAURATO IL REGNO. La Genesi ci dice che Giacobbe profetizzò a Judah che il Suo scettro sarebbe durato per sempre, sino all'arrivo del Messia Re, il quale sarebbe stato riconosciuto per diversi motivi, ultimo dei quali il fatto che lo scettro sarebbe stato rimosso dalla tribù di Judah. Ciò è accaduto per la prima volta nella storia. Il Messia viene INFATTI riconoscito per l'avvverarsi delle seguenti profezie bibliche.


1- Il Messia dovrà essere un discendente della tribù di Judah, e più precisamente un Regnante della stirpe di Davide. Egli insedierà un regno storico nella realtà fisica, sedendo personalmente sul Trono davidico; una Regina sarà inoltre al Suo fianco qual sposa e Gli recherà prole (Genesi 49,10; Giubilei 31, 19-20; I Samuele 2, 10; II Samuele 22, 51; II Samuele 7, 12-14; Salmo 45, 1-8; Salmo 72; Salmo 132, 11. 17-18; Isaia 9, 1-6; Isaia 32, 1; Isaia 11, 1-5; Isaia 16, 5; Geremia 23, 5-6; Ezechiele 34, 23-25; Zaccaria 6, 12-13; Amos 9, 11-12; Osea 3, 5; Geremia 33, 23-26).

.

2- Al Suo avvento gli muoveranno guerra le nazioni avide di dominio e bramose di opprimere la terra ed i suoi abitanti, contro la volontà di Dio. Tuttavia Egli prevarrà, le ammonirà nel diritto e nella giustizia con la Parola della Sua bocca causando la loro disfatta e manifestando la rettitudine del Suo Regno Cristico contro l’iniquità su cui poggiano i domini anticristici; (Salmo 2, 1-9; Zaccaria 14, 1-5; Salmo 48, 3-8; Salmo 110, 1; Apocalisse di Ezra 13, 30-38; Henok 48, 8.10; Henok 62, 2; Apocalisse di Ezra 12, 31-34; Isaia 42, 1-4; Isaia 11, 4-5; Isaia 2, 17).

.

3- A seguito di ciò, Egli manterrà un Regno di Pace in virtù del quale i popoli giungeranno a disimparare l’arte della guerra e a mutare i loro strumenti bellici distruttivi in utensili produttivi per il miglioramento della specie; Egli stesso sarà supremo mediatore e operatore di pace (Henok 52, 8-9; Salmo 46, 9; Isaia 2, 4: Isaia 9, 6; Isaia 11, 6; Isaia 52, 7; Zaccaria 9, 10; Michea 5, 5; Salmo 72, 7).

.

4- Il suo avvento segnerà il rimpatrio dei dispersi di Israele dai quattro angoli della terra. Allo stesso tempo, però, in Lui saranno radunate anche tutte le altre nazioni, che allora guarderanno all’Unico Dio, al Suo Tempio e alla Sua Santa Gerusalemme (Geremia 23, 7-8; Geremia 30, 9-10; Apoc. Ezra 13, 39-40; Neemia 1, 9; Salmo 14, 7; Salmo 53, 6; Salmo 147, 2; Isaia 2, 1-5; Isaia 11, 12; Isaia 25, 6-8; Isaia 56, 8; Ezechiele 11, 17; Ezechiele 20, 34; Sofonia 3, 10; Geremia 33, 23-26; Isaia 49, 22; Isaia 56, 7).

.

5- Il Mashiach è un Essere Umano in carne ed ossa, ma allo stesso tempo è realmente e pienamente Dio, di natura eterna e pre-esistente, e non un semplice uomo mortale. Pertanto Egli riceve titoli divini, e persino il Nome esplicito, il Tetragramma descrittivo dell’essenza di Dio e dunque inapplicabile dalle Scritture a chiunque che non sia l’Altissimo in persona, chiamandosi così ADONAY TSADKENU /Adonay nostra giustizia (Pre-esistenza: Henok 48, 3. 6; Henok 62, 6-7; Apoc. Ezra 12, 31-34; Salmo 110, 3; Michea 5, 2; Dio nella carne: Isaia 42, 13; Henok 25, 3; Giubilei 1, 26-28; Isaia 48, 12-14. 16; Isaia 52, 8; Ezechiele 37, 26-28; Michea 5, 1-4; Zaccaria 2, 10-11; Zaccaria 14, 9; Ezechiele 34, 11; chiamato ADONAY TSADKENU: Geremia 33, 16; chiamato EL GHIBBOR / Dio Potente: Isaia 9, 6; chiamato EMMANUEL / Dio con noi: Isaia 7, 14; 8, 8; chiamato ELOHIM / Dio: Salmo 45, 6 il Suo Nome è la salvezza: Henok 48, 7; Salmo 72, 17).

.

6- Il Suo Regno è Eterno e Universale (Daniele 7, 13-14; Salmo 72, 5-7; II Samuele 7, 16; Salmo 45, 17; Isaia 2, 3; Isaia 25, 7; Isaia 56, 7). LO SCETTRO DI JUDAH SARà RIMOSSO SECONDO QUANTO PROFETIZZATO DA GIACOBBE IN GENESI.

.

_________________
www.rastafari-regna.com
www.jah-rastafari.com
www.rastafarionline.com
www.rastaites.com/
http://www.abbayesehaq.com/
http://www.exodus.freetools.it/


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Thu 04/Nov/2010 0:47 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
Ras Negus,
i punti 3 e 4.
A te sembra che storicamente sia successo questo?
Il Regno di Pace è caduto col sangue e sul sangue senza che tutte le genti riconoscessero nulla (molti purtroppo nemmeno sanno chi sia il Negus, cosa inconcepibile se fossimo nel Millennio)...e questo non sta in alcuna scrittura.
Ripeto anche che la risposta per cui ci stiamo avviando verso la realizzazione dei prinìpi del Re è molto discutibile perchè l'Apocalisse sembra non indicare una progressività storica nel Millennio dopo la vittoria sulla Bestia ma un'immediata instaurazione della teocrazia messianica che non cade più .
Ma questo l'abbiamo già detto.

Sulla profezia di Jacohov dovrò spiegarmi meglio ed è un punto nuovo.
“Lo scettro non sarà rimosso da Yehuda né il bastone del comando tra i suoi piedi fino a che venga Colui al quale spetta l’obbedienza dei popoli”.
Analizziamo bene la frase.
Fosse come dici tu 'fino a che' indicherebbe che,a rigor di frase, lo scettro andrebbe strappato all'immediato arrivo di Selassie non ad un certo punto del suo Regno ('venga'); oppure, più facilmente e linearmente, è un modo di dire che non verrà mai rimosso da Yehuda, ma con l'arrivo di Colui (il Messia) l'obbedienza sarà di tutti i popoli, non più solo del popolo eletto (prima gli Ebrei di Palestina poi, dopo la perdita dell'Arca da parte di Salomone a vantaggio di suo figlio Menelik I, gli Etiopi). Cioè indica un'estensione del Regno stesso nonchè il fatto che lo scettro appartenga al Messia in quanto Messia non in quanto semplice discendente.
Tra l'altro pensare che lo scettro venga tolto anzichè interpretare il passo nel senso che l'obbedienza sia estesa e generalizzata metterebbe in contraddizione questa Profezia con le altre sull'eternità del Regno che nei Profeti, come abbiamo visto, indica un'eternità anche terrena e politica (che poi, nel finale dell'Apocalisse, diverrà un'eternità metafisica dopo la fine del Millennio), mentre, mi tocca ribadirlo, purtroppo storicamente e politicamente il Regno è caduto.
Ancor peggio se si va alla lettera: dato che 'lo scettro verrà tolto da Jeudah quando venga Colui al quale spetta l'obbedienza' sembrerebbe indicare assurdamente una non appartenenza del Messia alla casa di Yeudah' altrimenti la frase è zoppa.
D'altronde con la caduta di Selassie non si tratta della prima volta in cui non regna un discendente di Yeudah, in quanto fino al 1270 in Etiopia non era regnante la dinastia salomonica, quindi non c'è stata una ininterrotta continuità dinastica da Menelik I a Selassie I, anzi anche da quella data vi fu un periodo in cui non regnò la dinastia salomonica (Tewodros 1855 circa).
Quindi la frase sembra in entrambi i casi lontana dall'esegesi che tu poni .

Mi sembra un po' poco produttivo continuare all'infinito; che dire? a me il modo esegetico qui proposto non convince molto anche se ci mediterò su; magari ad altri convincerà maggiormente.

Shalom


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Thu 04/Nov/2010 11:59 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Batrakos wrote:
Ras Negus,
i punti 3 e 4.
A te sembra che storicamente sia successo questo?


Si, Sua Maestà viene insignito del titolo Principe della Pace, in virtù del Suo ruolo di mediatore di pace tra numerosissimi conflitti che Lui ha risolto e che se non avesse risolto avrebbero distrutto l'Africa e il mondo (senza contare la seconda guerra mondiale e il Suo ruolo). Il titolo Principe della Pace è un titolo cristico di Isaia applicato al Re Messia e al Suo Impero, profezia messianica compiutasi. (Isaia 9:6). Anche il quarto punto si è compiuto, infatti con l'avvento del Messia nasce il concetto di etiopianismo, di etiopia mistica, cioè tutto il mondo guarda a Zion e reimpatria, prima gli africani e poi tutti, anche i RasTa occidentali; il Messia stesso invoglia il rimpatrio in numerosi Suo Discorsi e lo favorisce donando una terra, Shashamane, ai RasTa. Studiati i passi biblici del 3 e 4 punto e vedrai.

Batrakos wrote:
Il Regno di Pace è caduto col sangue e sul sangue senza che tutte le genti riconoscessero nulla (molti purtroppo nemmeno sanno chi sia il Negus, cosa inconcepibile se fossimo nel Millennio)...e questo non sta in alcuna scrittura.


Anche la prima venuta di Cristo non fu riconosciuta da nessuno per secoli e i pochi critiani erano anche perseguitati. Quindi questo non è una falla ma una prova.

Batrakos wrote:
Ripeto anche che la risposta per cui ci stiamo avviando verso la realizzazione dei prinìpi del Re è molto discutibile perchè l'Apocalisse sembra non indicare una progressività storica nel Millennio dopo la vittoria sulla Bestia ma un'immediata instaurazione della teocrazia messianica che non cade più .
Ma questo l'abbiamo già detto.

Ma allora sei duro??? Giacobbe in Genesi profetizza chiaramente che il Messia Re, dopo aver instaurato il Regno, vedrà tolto il Suo scettro dal trono di Judah. Questo passaggio, la rimozione dello scettro dall'Etiopia, è un punto fondamentale per riconoscere il Messia. Ti chiedo di non ripetere sempre la stessa obiezione, perchè dimostri che non comprendi o che leggi con superficialità e mi costringi a ripetere sempre. Non ti fare tutti questi pensieri contorti, non puoi certo credere di ipotizzare tu delle interpretazioni bibliche, così da un momento all'altro; sono senza senso le tue ipotesi sul passo di Giacobbe perchè sono solo tuoi ragionamenti, ma qui non stiamo facendo filosofia. La dinastia davidica di Cristo è rimasta da sempre in Etiopia ininterrotta, e, anche se per alcuni decenni non hanno regnato re davidici, comunque la dinastia e lo scettro venivano preservati e si succedevano, sino a Sua Maestà.

Questo è quanto, spero tu riesca a comprendere. Non si tratta di doverci io e te confrontare, quindi le osservazioni sulla plausibilità di ogni convinzione sono fuori luogo; io ti sto spiegando quello che la Bibbia dice, quello che la Tradizione apocalittica (giudaica e cristiana) custodisce, quello che i Padri ci hanno tramandato, l'attesa messianica ortodossa che si è compiuta nei tempi finali. Noi sappiamo e crediamo quello che ci hanno tramandato gli Apostoli, senza apostasia.

Invece la tua è una forma di scetticismo dualista, di divisione impropria figlia dell'ateismo, perchè tu dividi tra la il nome e la natura. Sua Maestà è il Leone di Judah (Nome), è Cristo (natura, persona). Tu invece insinueresti che è il Leone di Judah (nome) ma non lo è (nella persona), quindi dividi tra nome e natura: allo stesso modo anche se tutte le profezie si compiono in HIM, dubiti. Così i farisei dicevano che Cristo non era Re dei giudei, ma si faceva chiamare Re dei giudei, dividendo qualcosa che era invece una realtà di fatto e basta. Meno scetticismo e più umiltà quando si legge la Bibbia, meglio chiedere piuttosto che criticare. Insomma non è una difficoltà esterna quello che ci impedisce di vedere il Messia (perchè tutto è perfetto e tutto si applica) ma è una difficoltà interna (cioè è il tuo animo, la tua volontà, la tua fede, il dualismo) a impedirti di ammettere che Haile Selassie I è Leone di Judah (Cristo Figlio di Dio Padre) e Eletto di Dio, cioè appunto Re Messia (Masiah significa unto di Dio, quindi eletto). Nemmeno quindi sarebbero necessarie troppe meditazioni, ma solo una comprensione del Nome, ma se già dividi nel nome e dividi quello dalla natura e dalla persona, come pensi di poter fare una riflessione seria sul Suo Regno se è lo scetticismo a guidarti e non la sapienza?


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Thu 04/Nov/2010 13:02 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
'Ma allora sei duro??? Giacobbe in Genesi profetizza chiaramente che il Messia Re, dopo aver instaurato il Regno, vedrà tolto il Suo scettro dal trono di Judah. Questo passaggio, la rimozione dello scettro dall'Etiopia, è un punto fondamentale per riconoscere il Messia'

Non ti offendere, chiunque potrà leggere sopra vedrà l'articolato discorso che ho fatto su questo punto e su cui tu sorvoli completamente.

Sui 3 e 4: Beh, quello che dici non mi sembra equiparabile ad un'epoca di Pace. Dal dopoguerra su scala mondiale ci sono stati tanti di quelle persecuizoni e di conflitti e ci sono ancora(50 in corso); che c'entra poi se non è stato riconosciuto nella Prima Venuta...a Millennio iniziato quindi non verrebbe ancora riconosciuto universalmente nella sua teocrazia che però è in pieno atto?
Scusami ma proprio non condivido esegeticamente.

Poi, se vogliamo farne una questione di suscettibilità e di Fede, come dici alla fine (accusando però me di scetticismo solo perchè non parto da alcun assunto dogmatico ma mi limito all'analisi testuale come si conviene nello studio scientifico della disciplina esegetica) lascio perdere subito e lascio ad ognuno rispondere dentro si sè con la propria testa.

No problem. Shalom


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Thu 04/Nov/2010 13:26 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Non può esistere nessuno studio scientifico della Bibbia, perchè Dio è Creatore della tua ragione, cioè la ragione è creatura e non può comprendere da sola (senza aiuto) il Creatore e la Bibbia, poichè la Bibbia è Parola del Creatore. Anche io mi sono laureato in filosofia, ma credimi la filosofia ti servirà a ben poco se vuoi parlare di spirito, ricorda che la Grecia antica ricercava la sapienza dall'Etiopia. Quindi rinuncia a comprendere qualsiasi cosa della Bibbia come se la Bibbia fosse un manuale, non far anche te come tutti gli accademici occidentali che pensano di studiare e correggere la Bibbia, dovrebbero fare invece il contrario, correggere e studiare se stessi in base alla Bibbia, perchè chi studia qualcosa presuppone che lo strumento (ragione) sia sempre superiore all'oggetto studiato, sia cioè in grado di misurarlo. Ma la ragione è limitata e quello che voi vedete come oggetto di studio è invece il Soggetto vivente, impescrutabile e irraggiungibile.

Basta scetticismo in questa sede, chiunque ha una coscienza per comprendere. Il Regno di Dio è libertà, quindi, anche nel Regno, Dio può non essere riconosciuto; infatti solo nel Giudizio Universale Dio è riconosciuto da tutti, perchè si impone a tutti, e appunto solo in quel momento si chiede conto dell'incredulità precedente.

_________________
www.rastafari-regna.com
www.jah-rastafari.com
www.rastafarionline.com
www.rastaites.com/
http://www.abbayesehaq.com/
http://www.exodus.freetools.it/


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Thu 04/Nov/2010 13:49 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
No, si presupporrebbe semmai che l'intelletto sia adeguato a comprendere l'oggetto e il significato del testo (non che gli sia superiore ma che i due siano in rapporto di analogia), poichè pertiene alla comunicazione con l'uomo e non all'essenza divina per definizione inconoscibile.
Dunque personalmente ritengo giusta e doverosa un'esegesi testuale storico critica, cioè scientifica ovvero mai aprioristica come ho fatto finora.
Che sia figlia di chissà quali -ismi non mi interessa, per me è semplicemente razionale (non razional -ista) nè dovrebbe interessare te se si fa esegesi e non apologetica.

Ma non voglio imporre metodi a nessuno, Ras Negus, quindi finiamola sì e se vuoi ti lascio l'ultima parola visto che è a voi che mi sono rivolto.


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Thu 04/Nov/2010 22:27 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Analogia si, infatti l'uomo è creato a immagine di Dio: sia fisicamente come Dio, sia intellettivamente, cioè dotato di una sapienza simile a Dio, ragione, sentimento e volontà simili a Dio. Ma se c'è analogia non c'è però equivalenza, infatti noi al massimo possiamo partecipare della conoscenza divina; quanto più siamo vicini a Dio più partecipiamo della conoscenza divina e più siamo sollevati, ma non possiamo dimenticare che siamo noi a trarre sapienza da Dio e la nostra ragione non è autosussistente, e non può comprendere tutto, ma solo molte cose della creazione e delle creature e molto meno del Creatore. La ragione è importante, ma un approccio solo razionale è inutile anche per fare solo matematica, figurati per comprendere la Bibbia.

_________________
www.rastafari-regna.com
www.jah-rastafari.com
www.rastafarionline.com
www.rastaites.com/
http://www.abbayesehaq.com/
http://www.exodus.freetools.it/


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Fri 05/Nov/2010 0:16 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
Esatto, cè analogia e non equivalenza, altrimenti l'uomo capirebbe perfettamente la Natura Divina.

Non mi va ora di entrare in una enorme questione sulla Bibbia e sul concetto di Rivelazione, do per scontato in questa risposta che la Bibbia sia Parola di Dio perchè, come studente di esegesi e con il giusto rispetto di casa altrui, non è qui il discorso.
Quindi diamo assodato in partenza che sia Parola di Dio

Penso (come altri ben più autorevoli di me) che la Bibbia, essendo un messaggio dato all' uomo per orientarlo e nei rapporti con Dio e in quelli col prossimo, sia proprio per volontà di Dio un messaggio comprensibile con lo strumento atto a discernere, ovvero la ratio, unico vaglio metodico (fondato su evidenze e sillogismi sempre riducibili all'evidenza razionale stessa per essere dimostrati) che abbiamo.
Solo se la ragione mi prova (o mi dà ragionevoli garanzie in merito) l'esistenza di qualcosa io posso crederla; infatti non sono ateo perchè credo che la via ex motu sia l'unico modo che regge ad ogni obiezione per spiegarsi la realtà fisica.
Ma non ho il dono della Fede come tu lo intendi, quindi non riesco ad accettare il tuo modo di procedere perchè ho una formazione razionale (non razionalista, perchè non credo che l'unica ratio sia quella scientifica, infatti non sono filosoficamente ateo materialista pur rispettandone la concezione).

Ti ho risposto proprio per uscire dal discorso e parlare a livello personale al di là di questo che ormai sta diventando un argomento poco sereno (cosa che non volevo capitasse, pensavo fosse un quesito più semplice a livello esegetico) e perchè non ho capito una cosa nel tuo intervento...perchè sostieni che con la sola ragione non sia possibile fare nemmeno la matematica? Per la matematica credo che la ragione basti a se stessa visto che statuto della Scienza è spiegare i fenomeni coi fenomeni tralasciando la riflessione sulla Causa Prima.
Se mi dici che la ragione umana non si spiega con se stessa concordo, ma di questo il matematico, finchè fa il matematico, non deve tener conto; come individuo poi chiaro che ci può riflettere.

Shalom.


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Fri 05/Nov/2010 8:59 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Un approccio solo razionale è sempre razional-ismo, perchè non conosce altro. Anche la matematica presuppone mistica, gemetria, e teorie non spiegabili con la sola ragione, perchè la ragione è solo un livello di comprensione, quello base, ma non si può banalizzare il mondo e "ridurlo". Un caro fratello è laureato in matematica e potrebbe spiegarti meglio questo.
Il tuo metodo ti è stato insegnato dai professori del tuo corso di studi. Se il tuo corso di studi ti ha insegnato a essere critico, beh allora utilizza questo spirito critico verso lo stesso metodo che ti hanno insegnato e sii critico verso i tuoi docenti e verso il tuo ambiente accademico, che crede con la sola ragione di comprendere quello che i Padri comprendevano con la Grazia, con la Rivelazione, con la Profezia, nel'istante, nella preghiera.

_________________
www.rastafari-regna.com
www.jah-rastafari.com
www.rastafarionline.com
www.rastaites.com/
http://www.abbayesehaq.com/
http://www.exodus.freetools.it/


Last edited by rasnegus on Sat 06/Nov/2010 15:08, edited 1 time in total.

Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Fri 05/Nov/2010 10:07 

Joined: Sun 10/Oct/2010 7:11
Posts: 192
Ras Negus,
il razionalismo presuppone come sola ragione possibile quella scientifica e non ammette per principio l'esistenza di un ente immateriale: visto che io la ammetto non sono razionalista, sono semmai un empirico (cosa diversa da empirista, che non ammette nulla fuorchè la realtà esperibile) sulla scia del pensiero di Aristotele, ovviamente nelle sue linee guida (che mi sembrano ottime alla ragione) non come dogma.
Se fossi razionalista viceversa crederei che la materia si spiega con se stessa.

Sulla matematica, come sulla filosofia: attenzione la ragione parte da alcuni postulati, indimostrabili ma evidenti alla mente con cui poi si costruisce il sillogismo.
questi, ad esempio, sono il principio di identità e non contraddizione (se a=b e b=c a=c identità; a non può essere al contempo a e non a principio di non contraddizione), oltre ad altri, come quello per cui una parte non può essere maggiore dell'intero che la contiene.
Il primo legame, rispondente alla realtà, che da qua noi inferiamo è il principio di causalità, per cui ogni fenomeno è effetto di una causa o di diverse concause.
(livello a)

Così funziona la nostra mente, e chiaramente se c'è un'intelligenza organizzata ci vuole un'intelligenza superiore autocosciente che la determina ( evito di svolgere il ragionamento ex motu che fonda questo discorso, dal momento che credo anche tu lo conosca), quindi non sono un riduzionista nel momento in cui ammetto ciò.
(livello b)

E questo lo può ammettere anche un matematico, ma finchè opera e studia da matematico deve partire solo dal livello a, altrimenti non starebbe nello statuto epistemologico della matematica.
Non credo che il fratello abbia da ridire su questo ma sarebbe utile leggerlo quando potrà.

Chiaro che ci deve sempre essere dubbio metodico ...dovere di un filosofo (nel mio caso filosofo in potenza remota, per scherzare coi termini filosofici vista la mia lontananza dallo status di filosofo) è mettere sempre in discussione tutto, ma sempre sulla base della ragione e dei suoi meccanismi, altrimenti non si farebbe filosofia (o esegesi filosofica) ma saremmo sul piano della religio, che implica appunto, un livello di adesione con tutte le sfere, ragione e sentimento.

Un filosofo può anche essere religioso, ma non mentre fa filosofia, e io qua stavo più sull'esegesi filosofica, senza in alcun modo voler contestare l'approccio del religioso...purtroppo la discussione è arrivata a questi livelli anche a causa della mia insistenza di cui mi scuso ma non era mia intenzione quando ho posto il quesito.

Shalom


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Fri 05/Nov/2010 12:33 
User avatar

Joined: Thu 01/Nov/2007 13:40
Posts: 947
Innanzitutto avevi scritto che non avresti più risposto, dando a me l'ultima parola. Fallo per favore.

Poi, il tuo pensiero si configura di più come un razionalismo dogmatico perchè, alla fine, solo sulla ragione ti affidi, quindi, che la ragione possa sempre aiutarti, è un dogma e un assunto che estremizza una realtà, come l'empirismo o lo spiritualismo.
Poi, il principio di identità e non contraddizione della filosofia e della matematica non è assoluto ma relativo, come la ragione, e, come la ragione, è solo il livello base, che va anche superato. Infatti la mistica, ad esempio, si basa sul principio di -coincidentia oppositorum-, che è il superamento del -principio di non contraddizione- (un superamento del -principio di non contraddizone- che però non è in contraddizione con tale principio, ma è complementare ad esso, così come la fede non è in contraddizone con la ragione ma anzi la nutre). Questo per dirti che esiste anche un cielo al di la della visuale del tuo occhio.

Ora, stiamo andando fuori tema, quindi fermiamoci qui.

Bless

_________________
www.rastafari-regna.com
www.jah-rastafari.com
www.rastafarionline.com
www.rastaites.com/
http://www.abbayesehaq.com/
http://www.exodus.freetools.it/


Last edited by rasnegus on Sat 13/Nov/2010 13:30, edited 1 time in total.

Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sat 13/Nov/2010 13:09 

Joined: Sat 20/Sep/2008 19:19
Posts: 16
Benedizioni

Visto che si è parlato di matematica, apporto il mio umile contributo. Cercherò di essere breve, in quanto fuori topic. Qualsiasi risposta è ben accetta in privato.

Credo sia giusto affermare che la Matematica è tenuta a rispettare le leggi della coerenza, nel senso che, il matematico, stabiliti alcuni postulati, deve trarne le necessarie conseguenze e se fra queste vi è qualche contraddizione deve modificare i postulati di partenza. Questo vincolo logico non è così banale, perché spesso postulati assai attraenti nascondono delle contraddizioni occulte che si riescono a scoprire con difficoltà.

Accanto al vincolo logico c’è però anche un “vincolo sapienziale”, cioè il dovere di scegliere “buoni postulati”. Scegliere dei buoni postulati, cioè dei postulati che siano significativi, fecondi, utili al progresso della conoscenza umana è molto difficile, dato che non basta l’abilità tecnica, non ci sono regole per trovare buoni postulati, ma occorre appunto la Sapienza.

Essere sapienti, come insegna la Bibbia, vuol dire in primo luogo riconoscere la propria ignoranza, essere consapevoli del fatto che non sappiamo molte cose, avere l’umiltà di riconoscere che la nostra ragione è limitata e non può guidarci, da sola, nemmeno nel percorso della ricerca scientifica.
In fondo all’origine delle grandi scoperte scientifiche vi è spesso quello che si dice “sfruttamento dell’insuccesso”, cioè il riconoscimento che i metodi conosciuti, le teorie note, non riescono a spiegare determinati fatti, non riescono ad inquadrare la realtà.

Questo è avvenuto anche in matematica: le grandi scoperte del matematico e logico Kurt Godel ci dicono essenzialmente che la matematica non deve essere considerata un sistema chiuso in cui tutti i postulati sono assegnati e il lavoro del matematico si riduce a trarne le conseguenze mediante dimostrazioni, costruzione di contro esempi, esecuzione di calcoli più o meno complessi. Piuttosto, la matematica deve essere pensata come un sistema aperto in cui, senza dimenticare o negare l’opera dei grandi matematici del passato, è sempre possibile introdurre nuove idee, nuovi postulati veramente significativi.

Godel dimostrò che la conoscenza dei numeri naturali 1, 2, 3, etc., non solo non è mai esauriente quantitativamente (non possiamo mai esaminare tutti i numeri), ma anche qualitativamente; qualunque sistema di assiomi noi usiamo per descrivere l’addizione, la moltiplicazione e le altre operazioni aritmetiche sui numeri naturali, questo sistema non sarà mai un sistema che definisce completamente, nemmeno da un punto di vista qualitativo, la struttura e l’insieme dei numeri naturali. Ci saranno sempre delle proposizioni sensate sui numeri naturali di cui non si può dire se siano vere o false sulla base del nostro sistema di assiomi.

Scoperte come quelle di Godel, la relatività generale e altri importanti scoperte della matematica e della fisica criticano, seppur in forme diverse, la pretesa di poter tutto descrivere esattamente, tutto dimostrare, tutto misurare, tutto prevedere. Paradossalmente, si potrebbe dire che la ragione umana manifesta tutta la sua forza, celebra i suoi più grandi trionfi quando si rende conto con maggiore lucidità e chiarezza delle proprie debolezze.

Per quanto ricchi possano essere i nostri schemi concettuali, essi dunque non abbracciano mai tutta la realtà. Questa considerazione è importante per lo scienziato perché proprio il fatto che la realtà è molto più ampia delle nostre conoscenze ci induce a tentare di allargare il campo della nostra riflessione scientifica e cercare strade anche diverse da quelle della semplice ragione che è sì importante, ma non totale.

La matematica, e più in generale le Scienze, hanno un significato, sembrano vive, verdi, rigogliose, se le pensiamo come rami dell’albero della Sapienza. Se noi non vediamo in una scienza uno dei tanti rami della Sapienza, allora questa scienza ci sembrerà priva d’interesse, arida, lontana dall’uomo. Se in ogni scienza noi vediamo un ramo dell’albero della sapienza allora ogni scienza ci appare in tutto il suo significato.
Il ricercatore scientifico serio, da buon “servo della Sapienza”, riconosce onestamente i limiti della propria intelligenza, svolge con modestia e pazienza il proprio lavoro quotidiano, ma non esclude l’eventualità che la stessa Sapienza gli venga incontro con una coincidenza inattesa, un’osservazione fortunata o un’intuizione felice. Dunque, così come non escludiamo nella fede la ragione (senza la quale sarebbe irragionevole), così non escludiamo nella scienza la fede (senza la quale sarebbe povera e cadrebbe nello scientismo).


Benedizioni e Buon Sabato
Il Signore sia ringraziato


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sun 14/Nov/2010 14:55 

Joined: Tue 01/Jul/2008 22:13
Posts: 292
Batrakos,

esiste una tradizione iconografica bizantina, ereditata anche da alcune Chiese antiche in Italia, rappresentante il Trono del Cristo Re lasciato vuoto, in attesa del Giudizio universale.

Questa tradizione è detta "Etimasia", tradotta come "apprestamento del trono" ( http://www.treccani.it/Portale/elements ... 041227.xml ).

Qui trovi una breve descrizione dell'Etimasia: http://it.wikipedia.org/wiki/Etimasia

Naturalmente, essendo filtrato attraverso lenti teologiche di natura occidentale, è bene fare alcune precisazioni.

Secondo questi documenti, viene rappresentato un Trono con degli elementi del Giudizio (come il Mantello o il Libro della Vita), che indica semplicemente la Parusìa del Signore. Una descrizione simile, tende a far percepire la Parusìa come consistente nel solo Giudizio finale ed universale, così come il Cristianesimo occidentale la intende.
In realtà, forti della nostra preparazione ortodossa, possiamo affermare che la descrizione di cui sopra, lasciando perdere l'interpretazione cattolica che viene data, è perfettamente coerente con i Testi e la Tradizione Sacra.
Infatti, la Parusìa non è un momento unico, ma una fase: quella del Regno di 1000 anni e poi quella del Giudizio universale.
Effettivamente, la Parusìa è ora ina tto, ma non si è conclusa, perchè attendiamo il Giudizio finale. Perciò, la Tradizione bizantina cristiana è stata in grado di rappresentare iconograficamente la Realtà di cui in questo topic stiamo parlando: al momento la Parusìa c'è stata, ma deve ancora completarsi, e così vi è un Trono che è stato lasciato vuoto in attesa di quel Giudizio che ancora non si è realizzato. Il Cristo siederà di nuovo, come è scritto in Rivelazione 20, 11 su un Trono, dopo aver seduto su quello dei Mille anni, per Giudicare in maniera definitiva i vivi e i morti.

Ecco alcune immagini:

http://www.google.it/imgres?imgurl=http ... 29,r:3,s:0

http://www.google.it/imgres?imgurl=http ... 29,r:1,s:0

http://www.google.it/imgres?imgurl=http ... x=57&ty=71

L'Etimasia è in qualche modo presente anche nello Stemma Imperiale Etiopico: http://www.google.it/imgres?imgurl=http ... x=77&ty=93

Tale figura rappresenta sia il Trono dei Mille Anni, che è stato come vuoto fino al tempo del Cristo Tafari, poichè nessuno di quelli che vi si sedettero fu il legittimo Messia e Regnante, ma solo una figura di Questo; rappresenta il Cristo che viene coi Suoi Angeli, che ha alla destra e alla sinistra (Matteo 25, 31), momento in cui tiene il Globo (poggiato sul Trono) ed è Leone Conquisatore (difronte al Trono).
Ugualmente però, lo Stemma è una rappresentazione assimilabile con quella dell'Etimasia, poichè di fatti vi è un Trono vuoto ( e non vacante ), lasciato per il Giudizio.


Top
 Profile  
 
 Post subject:
PostPosted: Sun 14/Nov/2010 15:11 

Joined: Tue 01/Jul/2008 22:13
Posts: 292
In riferimento poi al fatto che la linea dinastica della Monarchia davidica in Etiopia fu interrotta nel secolo XIII dall'avvento della dinastia Zagwe, e che quindi, secondo un ragionamento privo di fondamento, quella attuale potrebbe essere una delle tante interruzioni, cerca di ricordarti come la linea dinastica sacerdotale fu interrotta da parte di Nabucodonosor re di babilonia, che impedì al Sacerdozio di Aronne di continuare le funzioni Sacre nel Tempio, che fu difatti distrutto.
San Paolo, nella Lettera agli Ebrei, spiega bene come il Sacerdozio levitico doveva trovare una conclusione e un compimento allo stesso tempo nel Cristo Sacerdote Eyesus. Questo non si realizzò al tempo della prima caduta del Tempio, poichè il Messia non era giunto ancora, e così il Tempio fu ricostruito e il Sacerdozio levitico continuò. Ma quando venne Colui Che possedeva tutti i requisiti del Cristo, il Tempio venne definitivamente distrutto e il Sacerdozio levitico non venne più praticato, fino ai nostri giorni.
Lo stesso discorso vale per la Regalità Davidica, con perfetta specularità, poichè la storia si ripete.
Lo scettro fu tolto da Giuda per un certo tempo, dalla dinastia Zagwe, ma poi gli fu ridato, poichè il Messia Re non era giunto. Ora, il Trono non può essere in possesso più di nessuno, fino alla fine del presente mondo, poichè il Re lo ha tolto da mezzo agli uomini, e lo ha preso per Se.
Secondo l'Insegnamento paolino, solo il Cristo Sacerdote è il legittimo detentore del vero Sacerdozio, e così ha tolto dagli uomini leviti la carica di Sommo Sacerdote, per prenderla per Se, unico vero Sommo Sacerdote; i Leviti erano solo figura del futuro e perfetto Sacerdozio Cristiano (Lettera agli Ebrei, capitolo 9)
Ugualmente, solo il Negusa Neghest è il Vero Re della Creazione; ai tempi del giudice Samuele, gli israeliti vollero un re per sè, ripudiando la Regalità di Dio, e Dio concesse loro di fare come volevano, di avere una regalità imperfetta e temporanea (1 Samuele, 8). Ma ora il Vero Re e legittimo detentore del Potere è con noi ed ha preso ciò che era Suo da prima che il mondo fosse.

A questo punto ti abbiamo dato molte delle ragioni riguardo il tema, sta a te ora pregare di ricevere la consapevolezza e l'illuminazione dei misteri che stai cercando, e per i quali ti sei spinto fino a questo punto fra di noi, attirato da ciò che ancora sembra Ombra, ma Che è Luce pura.

Selamta


Last edited by Wolde Negus on Mon 15/Nov/2010 19:52, edited 1 time in total.

Top
 Profile  
 
Display posts from previous:  Sort by  
Post a new topicPost a reply Page 2 of 3   [ 51 posts ]
Go to page Previous  1, 2, 3  Next


Who is online

Users browsing this forum: No registered users and 0 guests


You cannot post new topics in this forum
You cannot reply to topics in this forum
You cannot edit your posts in this forum
You cannot delete your posts in this forum

Search for:
Jump to:  
cron



Free phpBB hosting by ProphpBB | Powered by phpBB | Report Abuse | Privacy